Cary Grant uomo di straordinaria raffinatezza

 

E’ stato uno dei più raffinati interpreti nell’età d’oro di Hollywood, il re della commedia brillante e, insieme a James Stewart, il più hitchcockiano degli attori. Una curriculum impeccabile che ha fruttato, però, solamente un oscar tardivo alla carriera. Per un attore così è quasi un insulto e forse anche per questo Cary Grant si è ritirato relativamente presto dai set (nel 1966). Archibald Alexander Leach, questo il suo vero nome, nasce il 18 gennaio 1904 a Bristol.

Classe da vendere ed eleganza perfetta. Inappuntabile in tutto. Dalla cravatta alla scarpe. E tutto in perfetto tono con una faccia da uomo solido e corretto, ma anche capace di ironia più british che americana. Fu elegante, affidabile, corretto maschio in via d’estinzione. Non a caso non fece mai un cattivo. Il solo ad osare di rappresentarlo così fu nel 1941 Hitchcock, di cui fu attore-feticcio, in ‘Il sospetto’ dove interpretò l’ambiguo Johnnie Aysgarth.

Alfred Hitchcock intusice che la classe di Grant si adatta benissimo a raccontare le sue emozioni da brivido: Notorious, Il sospetto, Caccia al ladro, Intrigo internazionale sono altrettanti episodi della fortunata collaborazione. Un successo talmente travolgente da ispirare lo scrittore Ian Fleming che pensò proprio al volto di Grant per il personaggio di James Bond. Con un altro regista, Stanley Donen, Grant si trova benissimo e i migliori risultati della collaborazione sono rappresentati da Sciarada, L’erba del vicino è sempre più verde e Indiscreto con Ingrid Bergman, la sua partner ideale con cui si era ritrovato al fianco anche per Notorius.

Irresistibile in quel suo ammiccare, col sopracciglio arcuato e il sorriso quasi accennato, Cary Grant, è stato uno dei più raffinati e affascinanti interpreti di Hollywood. Re della “commedia sofisticata” Grant ha recitato in un centinaio di pellicole brillanti, non tralasciando però anche ruoli drammatici e romantici. In quel suo sguardo vagamente beffardo e nella sua velata autoironia Alfred Hitchcock intuisce una tensione ed un magnetismo tali da rendere autenticamente credibili i suoi personaggi.

Nel 1937 ha già girato 29 film. È il nuovo volto di Holywood. Nella sua vita Grant lavorò con i più grandi registi del tempo. Nel 1966 lasciò il set per ritirarsi a vita privata. Il suo nome era legato a 72 film.

Fascinoso come nessuno, Grant colleziona cinque mogli, molti flirt e anche dicerie sulla sua presunta bisessualità: qualcuno insinua che sia legato all’amico convivente Randolph Scott.

Ordinatissimo, preciso, perfezionista, Grant si fece addirittura costruire una cantina antincendio dove conservava il materiale da lui considerato prezioso: ricordi di famiglia ma anche recensioni, locandine, contratti, lettere private.

Curiosità:Ha colpito con il suo fascino Sofia Loren come ha confessato lei stessa ancora nel 2001 in una intervista pubblicata dal quotidiano britannico ‘Daily Telegraph’. La Loren non avrebbe sposato Grant per due motivi. Era già legata a Carlo Ponti e non voleva trasferirsi negli Usa: “Avevo 23 anni. Non ero pronta per lasciare l’Italia. Avevo paura di cambiare completamente la mia vita. Mia madre aveva paura di volare ed io temevo che vivendo in California non l’avrei vista spesso”.
Quando stava girando poi a Hollywood il suo secondo film con Cary Grant, ‘Un marito per Cinzia’, e l’attrice era in attesa di sposarsi con Ponti, la Loren e Grant dovevano proprio girare la scena di un matrimonio: “Cary mi fece gli auguri per la mia nuova vita, ma fu doloroso per noi girare quella scena. Io indossavo un abito bianco ed un velo e Cary mi aspettava all’altare. Quando ci baciammo mi venne da piangere”, raccontò al quotidiano Sofia Loren. E ancora l’attrice confessò che, dieci anni dopo, Grant la andò a trovare dopo la nascita del suo primo figlio: “Disse che voleva solo salutarmi e farmi le congratulazioni. Ma fu molto triste. Io gli feci prendere in braccio il bambino e lo guardai negli occhi. C’erano delle lacrime negli occhi di Cary. Allora capii quanto mi aveva amata. Il matrimonio, il bambino, quelle cose non erano fatte per noi due. Eravamo andati per strade differenti”. In coincidenza col ventennale esce anche un dvd delal serie ‘I grandi film scelti da Vieri Razzini’ (ero uno sposo di guerra). Di Grant si ricorda una celebre frase che è un po’ l’ emblema della sua autoironia: “Tutti vorrebbero essere Cary Grant. Anche io vorrei essere Cary Grant”.