Iran, il sedicenne che piange sulla spalla del boia

 

Iran, il sedicenne che piange sulla spalla del boia

Il condannato e il suo boia abbracciati insieme, uniti da un decreto che li trascende. A nome di chi brandisce la spada, la Giustizia, dopo che ha posato la bilancia? A chi appartiene la Legge? A Dio o agli uomini? In una condanna a morte la risposta è scontata: nessun uomo potrebbe arrogarsi il diritto di troncare la vita di un altro uomo, questa è una Legge esercitata per volontĂ  divina (anche quando si tratti di uno Stato non teocratico), una Legge che amministra gli uomini dall’alto e di fatto li prescinde. La foto di quel sedicenne iraniano consolato dal suo boia sembra rinviare neanche troppo larvatamente alla sventura che li accomuna: una Legge concepita per sudditi, non per cittadini.

fonte:http://www.corriere.it/esteri/13_gennaio_22/condannato-morte-lacrime-boia_aa99c620-645f-11e2-8ba8-1b7b190862db.shtml

Non si può accettare una simile sentenza e oltretutto in nome di Dio. AC